Sarà che col passare degli anni, sentendosi più vicini alla morte, cresce a dismisura il desiderio di aiutare gli altri. Lo fa per noi, tante battaglie insieme a noi, salvo per poi scrivere che Lui è andato, Lui ha scritto, Lui ha presentato, Lui. Non fa politica, è solo un comico, assolutamente non è un politico, è solo un comico e per chi non ha capito Lui non fa politica, è solo un comico. Autcelebrativo, poverino, tutti lo offendono ma Lui lo fa per noi e per i suoi figli, quanto è buono. Non è demagogico, è buono, vuole aiutarci. In fin dei conti potrebbe guadagnare di più, poverino, potrebbe scegliere una vita più facile, ma è coscenzioso. Potrebbe rimanersene tranquillo, ma evidentemente l’indole da santo è inarrestabile. Grazie al Cazzo, Silvio Grillo, mi hai fatto commuovere.
Chi nota linguaggi reciclati è offensivista. Autocommiserazione.
Tre anni (e qualche mese) dopo
(nb. enfasi mie)
Sono più di tre anni che batto i polpastrelli sulla tastiera di un pc. Ho scritto migliaia di post. Ricevuto due milioni di commenti. Pubblicato libri di denuncia. Ho fatto insieme a voi cento battaglie: dalla riapertura della birreria Pedavena, alla cacciata del Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, dall’omicidio di Federico Aldrovandi all’aiuto di una mamma senza lavoro con una bimba disabile. Sono andato a Bruxelles per denunciare il nostro Parlamento pieno di condannati e una legge incostituzionale che non ci permette di scegliere il candidato (perché è risaputo che se si potesse scegliere il candidato sarebbe tutto magnifico). A Strasburgo ho chiesto alla Comunità Europea di non mandare più fondi alle mafie. Ho organizzato due V-day insieme a gente meravigliosa per un Parlamento senza condannati e una libera informazione in un libero Stato (e babbo natale che con il sacco in spalla distribuisce regali ai bimbi buoni no?). 74.000 persone dei Meetup in 364 città seguono e sviluppano le idee del blog (le idee del blog) sulla giustizia, la pubblica amministrazione, l’ambiente, l’energia. Ho portato 350.000 firme al Senato per la legge popolare per eliminare dal Parlamento i condannati. Chiederò di presentarla al Senato in una pubblica seduta. Sto ricevendo le vostre firme per il referendum per una libera informazione e l’abolizione della legge Gasparri. Le consegnerò alla Corte di Cassazione in luglio. Ho lanciato le liste civiche perché VOI vi riappropriate dei vostri comuni (come è ovvio che senza le liste civiche non ci si potrebbe riappropiare di nulla?) al posto di politici corrotti e incompetenti. Sono andato all’assemblea Telecom a difendere i piccoli azionisti che si sono visti cancellare il loro capitale dai Tronchetti e dai Buora.
In cambio i politici e i media hanno cercato di distruggere la mia immagine. Grasso, ricco, becero, ignorante, populista, qualunquista, ma anche fascista o costola dell’estrema sinistra. Mio fratello ha catalogato almeno cinquecento diversi insulti riferiti a Beppe Grillo.
Chiunque al mio posto si chiederebbe chi glielo fa fare (infatti). Non i soldi (appunto). Guadagnerei dieci volte di più facendo la pubblicità a un formaggino. Non la serenità. Neppure gli affetti. Molti dei miei amici non mi chiamano più, non si fanno più vedere. (L’hanno lasciato solo, solo in questo mondo di gente cattiva) In famiglia mi avvertono che qualcuno me la farà pagare e che dovrei pensare di più alla incolumità dei miei figli (non te la chiamare, che alla fine sei utile a Loro). Le citazioni sono parte della mia vita. I miei avvocati lavorano almeno su tre processi alla volta per denunce contro di me. In fondo sto per compiere i sessant’anni. Belin, lo so che ne dimostro venti di meno, ma purtroppo è così. Ho lavorato da quando ne avevo venti. Potrei rimanere tranquillo e godermi la vita che mi rimane. Lo penso spesso. Poi guardo Ciro che ha solo 7 anni e capisco che non ho scelta. Non posso stare a guardare mentre il mio Paese sprofonda. Cosa direbbero domani i miei figli del loro padre? (Cosa posso invece dire io di mio padre, babbeo?)

