Il danno e la beffa. I napoletani sporchi, i napoletani che devono essere educati a fare la raccolta differenziata, i napoletani a “800 chilometri” dalla regione veneto, come se avessero la “sgabbia”. Come costruire discraiche sulle Dolomiti, sul lago di Como, nel Parco Regionale di Molentargius.

 Poi lo stato, i massoni e gli imprenditori, collusi e corrotti rappresentano neint’altro cio’ che e’ comunemente conosciuta come mafia, camorra. Un apparato burocratico, speciale e straordinario nel senso di feccia umana, merda, escrementi, nient’atro che un ammasso di feci. Gente senza scrupoli, dediti a lucrare sulla pelle di altri essere viventi, delegati, con tanto di voti, giustificati, con tanto di leggi. Pensare che c’e’ chi li votera’ fra qualche giorno, non solo e’ riprovevole, e’ nauseante, e’ un’esplosione di nervi, e’ triste.

Chi li vota e’ masochista. Ma anche un po’ figlio di puttana.

Dossier Spazzatura

Viviamo in Campania, nella città di Napoli: alcuni di noi nel quartiere di Gianturco o, comunque, nella zona orientale della città, altri nel quartiere di Soccavo, nelle vicinanze di Pianura – dunque in alcuni dei tanti luoghi individuati come depositi di stoccaggio dall’ultimo dei tanti Commissari Straordinari con poteri in deroga alle leggi vigenti che la regione Campania ha avuto per la “soluzione” della cronica emergenza rifiuti. Questi sono grosso modo a poche centinaia di metri dalle nostre case, quindi ci troviamo talvolta direttamente nell’occhio del ciclone.

Nei mesi ed anni passati abbiamo seguito con sempre maggiore attenzione la situazione, studiandone le dinamiche e le forze in gioco, recandoci anche in alcuni altri luoghi (Serre Persano, S. Maria La Fossa, Lo Uttaro, Pianura…) per constatare di persona la situazione e sentire direttamente le ragioni delle popolazioni in rivolta, abbiamo partecipato a manifestazioni, dibattiti e assemblee.

Ovviamente, in tutto questo tempo abbiamo anche seguito con attenzione giornali, radio e TV che descrivevano la situazione, in un processo disinformativo sempre più palese. Certo, i siti di movimento in rete fornivano informazioni migliori e sicuramente più veritiere, ma ci rendevamo sempre più conto che, invece, chi non era coinvolto direttamente e/o faceva riferimento solo ai grandi media, della questione dei rifiuti in Campania doveva avere una visione del tutto distorta delle cose.

Gli veniva descritto un popolo ignorante ed irrazionale, abbrutito nella logica del “non nel mio giardino”, manovrato dalla camorra, …

… che aveva impedito con la sua irrazionalità ogni logica soluzione del problema, ostacolando l’azione di una classe politica che, nonostante alcuni errori, mostrava di essere maggiormente illuminata e che, alla fine, era stata costretta controvoglia ad usare le maniere forti.

Un popolo che ha bisogno di “campagne d’informazione” per fare la raccolta differenziata, come se le amministrazioni le avessero organizzate da tempo e la cosa non funzionasse perché i cittadini non differenziano i propri rifiuti. E via di questo passo, in uno spettacolare processo di completa distorsione della realtà. Questo gioco dei media è stato sicuramente avvantaggiato dal fatto che la situazione campana effettiva è davvero difficilmente immaginabile da chi non vive direttamente lo stato reale delle cose.

Alcuni di noi sono appassionati di fantascienza: trent’anni fa, se l’avessimo pensata, probabilmente si sarebbero compiaciuti per la loro fantasia ed avrebbero cercato di imbastirci su un romanzo, tentando di farselo pubblicare su Urania o su Robot. Inoltre, chi non conosce a fondo i territori di cui si parla, non può rendersi conto di ciò che il sistema di potere sta davvero facendo.  (Clicca sul testo per continuare a leggere)