Ombre celebrali
“Ognuno di noi è seguito da un’ombra. Meno questa è incorporata nella vita conscia dell’individuo tanto più è nera e densa”. (Carl Gustav Jung)
Sono confuso. Quanti governi abbiamo? Quello eletto e quello ombra. Non c’è soddisfazione nel deriderli. Si prendono per il culo da soli. Ora ci sono il doppio dei ministri. Per ogni ministro c’è la sua ombra. C’è pure l’ombra del primo ministro? Il governo ombra serve per coordinare i deputati e senatori del pd, ma allora prima come si coordinavano? Non esisteva!
Mah, in pratica ci sono 42 ministri, di cui 21 ombre. Il governo ombra è una sorta di contentino che denota un bruciore anale per la sconfitta? No, essendo un’istituzione politica tipicamente anglosassone è aprioristicamente uno strumento di democrazia e bla bla bla. Ma è anche una sfida di ministri in rosa, a chi mette più donne nei vari governi e pseudo-governi. Ma non è razzismo nei confronti degli uomini?
Che si sia voluto creare un’ombra di un governo è l’ammissione, mal celata, che pd e pdl differiscono solo in una l? Senza sto benedetto govrno ombra sembra quasi che l’opposizione sia inesistente!? Che casino, il governo ombra si riunisce pure. E se questo governo ombra servisse a ombrare il vero governo ombra? Un dubbio subito risolto:” Il segretario del PD ha parlato anche della telefonata che gli ha fatto il premier, Silvio Berlusconi: “La considero inusuale per come si è svolta la vita politica italiana in questi anni, ma la considero normale in una democrazia compiuta“. Ancora:«il presidente Berlusconi e l’on. Veltroni hanno concordato di vedersi dopo il voto di fiducia per avviare un confronto continuativo tra maggioranza e opposizione». Qualcuno fa finta d’essere in disaccordo, il che dimostra il gioco del finto litigio politico e continuara a litigare allegramente:“In politica chi perde va a casa: applico a me stesso questo principio, che credo tutto il Paese si aspetta dagli uomini politici”: l’ex premier Romano Prodi ha lanciato il suo monito ieri sera dalla trasmissione Crozza Italia Live, in onda su La7″
Chi non capisce la democrazia compiuta è ombrato.
L’ombra è un concetto della psicologia analitica introdotto da Carl Jung. Analizzando il tema dell’Ombra nell’opera di Jung attraverso una prospettiva storica si può osservare uno sviluppo diacronico, e nella fattispecie si può notare come nelle opere Simboli della trasformazione (1912), Psicologia dell’inconscio (1912-42), Tipi psicologici (1921), l’ombra è trattata come accezione meramente psicologica, ossia come parte inferiore della personalità e coincide con il concetto di inconscio personale. Successivamente si assiste ad una graduale evoluzione che coglie dell’ombra l’aspetto sovrapersonale e sovratemporale allargandosi poi alla problematica del male: problematica che trova la sua più matura espressione in Psicologia e alchimia (1944), Aion (1951), Risposta a Giobbe (1952), Mysterium Coniunctionis (1955). Si passa dunque da una concezione personale dell’ombra, come somma del negativo dell’individuo, ad una concezione sovrapersonale, in cui l’ombra è ombra assoluta, il negativo dell’esistenza, il male. Distinguiamo quindi un’ombra come parte inferiore della personalità, ombra come archetipo e ombra come immagine archetipica.


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