Lì si mette la monnezza, sotto il tappeto, per coprire, per dare un senso di pulizia, ma la merda rimane, anzi si accumula. L’emergenza, che a questo punto non si sa bene se sia mai esistita, o come sia stat risolta in un batti baleno, è FINITA. Napoli è pulita, i rifiuti vengono smaltiti tranquillamente, e presto saremo come in giappone. E siamo contenti, contenti che le cose siano andate per il verso giusto, poteva davvero andare a finire male, ma ora abbiamo finalmente spot pubblicitari, la televisione eh, che rilanciano l’immagine della Campania. Grazie al vostro governo democraticamente eletto ed un particolare grazie, al cazzo, al vostro presidente del consiglio, possiamo dormire tranuiqllamente, sognando gli inceneritori. E in una situazione di menzogna che ha del ridicolo, le parole di Alex Zanotelli non possono che colpire come uno scoglio:”Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli, non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori. Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti. Ci sommerge tutti, ma dobbiamo far finta di non vederlo”. E ancora :”E’ sempre più chiaro, per me, l’intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!”

Chi emergenza è finita, aspetti più inceneritori cancri e tumori, per tutti.

BERLUSCONI A NAPOLI: E’ FINITA L’EMERGENZA RIFIUTI

Peccato che almeno diecimila tonnellate di rifiuti urbani sono ancora a cielo aperto nei comuni limitrofi e 40mila sono in stoccaggio provvisorio. In pratica, è stata pulita in fretta e in furia la città capoluogo, sacrificando la provincia.[...]Così, Napoli è la sua cintura di comuni torna ancora una volta ad essere il luogo delle contraddizioni. Un governo chiuso in Prefettura a parlare del nulla, in attesa di vantare vittorie inesistenti dopo qualche ora in una conferenza stampa, chiuso in una Prefettura che si trova in una piazza pulitissima, linda e splendente; poi però, Capodichino è invasa da sacchetti, materassi, scarti vari e Ponticelli è una distesa di rifiuti: e si tratta di quartieri dello stesso Comune di Napoli.[...]n provincia, il mare di rifiuti in fermentazione e decomposizione riempiono San Giuseppe Vesuviano, Sant´Anastasia, Boscotrecase, Somma Vesuviana: Oltre 10.000 tonnellate. Nessuno fa cenno alle altre 40.000 “temporaneamente” parcheggiate nei siti di stoccaggio provvisori: questi siti non sono discariche, sono luoghi a rischio per la salute pubblica, spesso immersi nel percolato. In questi siti invisibili, creati per nascondere i rifiuti, l’emergenza è riuscita a mimetizzarsi, ma anche a riprodursi. E nonostante la “temporaneità” dei siti, sono ferme le giacenze di mesi, o di anni.

Harry Potter all’italiana

[...]Ora che la fase drammatica dell’emergenza come per incanto è terminata si deve provvedere, nelle intenzioni del Premier, alla messa a regime di tutto il sistema dei rifiuti che consiste nel costruire e mettere in funzione 4 inceneritori, che saranno finanziati con il denaro dei consumatori tramite i contributi Cip6, all’interno dei quali bruciare la spazzatura. Un’operazione, quella di costruire e rendere operativi i forni inceneritori, che dovrebbe essere portata a termine nel giro di tre anni, anche se Berlusconi da inguaribile ottimista ha dichiarato di sperare che ne possano bastare due, dopodiché le strade di Napoli, dice il Cavaliere, dovranno somigliare a quelle di Tokyo dove non si vede neppure un mozzicone di sigaretta. [...]
Ogni italiano alla luce di questa “bella notizia” si trova giocoforza di fronte ad un dilemma che lo costringe a prendere posizione e domandarsi come sia stato possibile tutto ciò. O il Cavaliere è dotato di poteri sovrannaturali che gli consentono di sovvertire le leggi della fisica e dilatare a piacimento lo spaziotempo, oppure siamo stati tutti presi in giro dal carrozzone della politica e dell’informazione che ci ha imboniti presentandoci come vero un ologramma preconfezionato, costruito per ottenere maggiori consensi elettorali ed il pieno appoggio dell’opinione pubblica nei confronti di un progetto tanto assurdo quanto anacronistico come quello di riempire la Campania di forni inceneritori.[...]In realtà si trattava di una pura menzogna creata fingendo d’ignorare il fatto che la raccolta della spazzatura e lo smaltimento della stessa rappresentano due fasi differenti della gestione dei rifiuti, la prima delle quali non deve necessariamente cessare di esistere anche qualora si manifestino serie problematiche nel portare avanti la seconda.
La monnezza ha invaso le strade di Napoli, creando l’emergenza che ha riempito per mesi le pagine dei giornali e gli schermi della TV, semplicemente perché qualcuno ha deciso che i camion compattatori non dovevano più andare a raccoglierla, scatenando di fatto il caos marcescente che tutti abbiamo avuto modo di ammirare. Se i camion avessero continuato a raccogliere la spazzatura destinata a trasformarsi in “ecoballe” magari ammonticchiate in depositi di fortuna come era accaduto fino ad allora, le strade di Napoli sarebbero comunque rimaste linde e pulite come le vediamo oggi, i “teppisti invisibili” non avrebbero avuto nulla da bruciare, i giornali non avrebbero potuto parlare dell’annientamento del turismo, Berlusconi non sarebbe stato giustificato a dichiarare Napoli una città ormai avulsa al conteso dell’occidente, i napoletani non si sarebbero ritrovati esasperati oltremisura dalla difficile convivenza con i cumuli di spazzatura maleodorante che invadevano le carreggiate. A pensarci bene 58 giorni sono perfino troppi, anche per una persona normale, per compiere un miracolo che in fondo è consistito solamente nell’ordinare agli autisti di tornare nelle strade a raccogliere l’immondizia e l’unico vero miracolo consiste nel fatto che i media riescano ad ostentare serietà nel presentare come credibile la fine di una burla di questo genere.

E’ al colmo la feccia

Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli, non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori. Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti. Infatti… se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto, a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà. E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989 ,nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi ( Nord di Napoli ) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi, in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni, leucemie……[...]E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro.Noi ,senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte.Il nostro non è un disastro ecologico-lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze: una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 ( la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro- come dice Guido Viale – Quanto più merda, tanto più oro!” Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente ( al 70 %),non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori. E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti.” Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani. Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso” qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti, hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani”.[...]per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?! Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! “Padre Alex e i suoi fratelli“ era scritto in una fotografia apparsa su Tempi (inserto di La Repubblica ). Sì, sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli (e sorelle) di Savignano Irpino, espropriati del loro terreno seminato a novembre, con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare .